TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



lunedì, 06 aprile 2009
 

“Se ad esempio, girovagando per la città, getto lo sguardo in uno di quei cortili tranquilli, nei quali nulla è cambiato da decenni, avverto quasi fisicamente come il flusso del tempo si rallenti nel campo gravitazionale delle cose obliate. Tutti i momenti della nostra vita mi sembrano allora raccolti in un solo spazio, proprio come se ciò che accadrà in futuro esistesse già e aspettasse soltanto il nostro arrivo, così come noi, a seguito di un invito accettato in precedenza, arriviamo in una certa casa a una certa ora. E non potremmo immaginare, proseguì Austerlitz, di avere appuntamenti anche nel passato, in ciò che è già avvenuto e in gran parte è scomparso, e di dover cercare proprio nel passato luoghi e persone che, quasi al di là del tempo, hanno con noi un rapporto?” (W.G. Sebald, Austerlitz).

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Mi affascina questa idea di tutta una vita, passata e futura, raccolta “in un solo spazio”, così che basterebbe mettersi alla ricerca e guardare fissamente ogni luogo intorno a noi, ogni evento, ogni persona, per avere la speranza di accedere un giorno al nostro spazio, alla nostra verità più profonda, di ieri come di domani. Di fatto il romanzo di Sebald (fra parentesi, uno dei più belli che siano apparsi negli ultimi anni) è il racconto di una ricerca del genere, lunga tutta una vita. Ma in realtà il protagonista non riesce nella sua impresa se non in parte; e a poco a poco all’immagine del passato come uno spazio senza tempo, in attesa di essere riscoperto da noi, si sostituisce nel romanzo un’immagine più oscura, più inquietante: quella di un abisso senza luce, aperto vertiginosamente sotto i nostri piedi, assolutamente irraggiungibile. Davvero orrido – commenta un personaggio – “era vedere che a un passo dal terreno solido si spalancava un simile vuoto, comprendere che non vi era transizione alcuna, ma solo quella linea di confine, da un lato la vita nella sua ovvietà e dall’altro, di questa vita, l’inimmaginabile antitesi”.

postato da Tristano | 12:26 | commenti (6)
 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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